Un bambino di pochi anni con occhi allegri e un gioco in una vasca da bagno. La foto è scattata dalla madre. È un po’ fuori fuoco, o forse è la macchina fotografica di primo ‘900 che fa quest’effetto.

Il bambino è Jacques Henri Lartigue, un famoso fotografo francese, che comincia a scattare foto a soli sei anni con grande passione (ed è diventato famoso solo a 70 anni). In un documentario racconta di aver trovato, prima di quel momento, un suo modo di catturare le cose del mondo e gli istanti importanti: strizzando gli occhi tre volte, facendo una giravolta “per cercare di fermare la felicità”. Ma non ha funzionato. Inizia per questo a tenere un diario e soprattutto a fotografare la sua vita, per creare album di istanti felici (sembra che ne abbia collezionato centoventi!)
Le foto di Lartigue mettono allegria, fanno pensare a momenti spensierati, giocosi. In effetti, sono attimi di vita e di realtà ma dentro una leggerezza che è anche fisica. Tanti scatti sono “presi in volo”, esattamente nel momento di un salto, di una palla che vola, di un lancio, di una caduta dalla bicicletta.

 

    sfondo

© Jaques Henri Lartigue

 

La sua firma finisce sempre con un piccolo sole, a ricordare quella luce e quella gioia che ha sempre cercato.

In apertura della mostra una sua citazione: “Ciò che mi interessa è l’istante presente, bisogna trovare ogni giorno il modo di essere felici”.

Cercare quella leggerezza nelle giornate soprattutto dopo un periodo così difficile, ma in generale ogni volta che ci si sente appesantiti, può sembrare un’impresa. Ma è una necessità vitale che non ha niente a che fare con la superficialità o con il far finta che non ci siano problemi. È quel planare sulle cose dall’alto, senza macigni sul cuore di cui scrive Italo Calvino.
È cercare di ridurre il peso quando tutto ci sembra piombo e siamo immersi in problemi e cose da risolvere: cerchiamo sempre nelle giornate le cose e le persone che ci aiutano a essere più leggeri.

Ci sembra un po’ come quando in mezzo al traffico nervoso di fine giornata, appaiono al semaforo dei ragazzi che con le loro acrobazie circensi spezzano e incantano il caos che ci circonda. Possiamo girare la testa e sbuffare, oppure farci riportare a quel “desiderio di cose leggere/nel cuore che pesa” (Antonia Pozzi)

Vi lasciamo qui un breve corto animato, che fa riflettere!