Vorremmo partire con un’immagine che questa estate ci ha regalato.
In un paesino di pochi abitanti, in un imprecisato punto di un lago lombardo, c’è un giovane uomo, quello che una volta sarebbe stato definito il matto del villaggio. Ogni sera alle otto, puntualmente, si siede sul davanzale della finestra con un binocolo e attende. Il tono della voce è alto, è abituato ad urlare e la sua voce si sente per tutto il paese. La prima reazione può essere quella di fastidio, per il disturbo della quiete e perché spesso il linguaggio è sconnesso e impetuoso e può diventare fastidioso. Eppure, ad un certo punto, abbiamo provato a capire: ogni sera aspetta gli aliscafi e i battelli che fanno ritorno. Li conosce tutti, li distingue per i colori, le strisce sui lati, la tratta che percorrono. Sa se sono in ritardo o se stanno facendo delle deviazioni. Ma ogni sera è una sorpresa, le urla sono di gioia come quelle di un bambino davanti ad un regalo e l’entusiasmo è contagioso. Alla fine quella voce serale non è più un peso, anzi, diventa quasi una provocazione a noi che ci consideriamo “a posto” e che magari ci trasciniamo stanchi e senza troppo entusiasmo nella routine di un rientro a casa.

 

VOLTA

 

Ci viene in mente lo scrittore Paolo Nori, quando dice che c’è un modo per non anestetizzarsi nelle nostre giornate: farsi crescere nella pancia una piccola macchina per lo stupore. Che cosa vuol dire lo racconta nei suoi libri e nelle sue interviste. Parla di spacchettare e di togliere dall’involucro della consuetudine le persone che vediamo tutti i giorni, i colleghi, i luoghi che abitiamo, per tornare a vederle davvero: “per scrivere, per fare arte, in generale, più che sapere, è importante dimenticare, più che abbassare la testa a lavorare, è importante alzarla a guardar delle cose che di solito non guardiamo mai, che diamo per scontate, e invece appena le guardiamo ci accorgiamo che non sono scontate per niente, perché l’arte, secondo me, il punto da cui viene, e quello che produce, ha veramente a che fare con lo stupore, ha la sua radice, io credo, in quel momento che il mondo ti prende di sorpresa”.

Iniziamo questo settembre 2021 desiderosi di farci sorprendere!