Ed eccoci qui, anche quest’anno iniziamo settembre con un luogo e un libro che ci siamo portati dietro dall’estate.
Buona lettura!
Un posto e un libro dall’estate

Skyway Monte Bianco, mattinata del 31.08.2026: un itinerario esperienziale, affatto male!
È il punto più basso del cielo, ma anche il punto più alto d’Italia, a 3.466 metri di altitudine. Qui il momento in cui “spunta il dentino” del Bianco.
Il capovolgimento di un paradigma: La macchina, non più pensata come mezzo e strumento di realizzazione di progetti umani. In realtà ora è lei che prende il possesso del nostro pensiero: comincia a forgiare le nostre opinioni, le nostre abitudini e persino la nostra identità.
Benanti parla di Algocrazia come il “crescente utilizzo di algoritmi informatici e di AI per controllare qualsiasi aspetto della vita quotidiana degli individui”. In altre parole, non si tratta solo di tecnologia che aiuta o automatizza, ma di sistemi che orientano comportamenti, scelte, preferenze, visibilità pubblica e accesso alle informazioni. (Francesco)
Una porta, in un piccolo comune della campagna francese, sotto cui è passata la storia. Da qui è partita una giovane ragazza, decisa a difendere la sua terra e a liberarla dagli invasori inglesi. È la Porte de France di Vaucouleurs, in Lorena. “Se sono in grazia d’Iddio Egli mi custodisca, se non ci sono, Iddio voglia collocarmici perché preferirei morire che non essere nell’amore di Dio”, così rispondeva Giovanna d’Arco, durante il processo, alle accuse di chi voleva coglierla in fallo, rispondendo sempre con un coraggio e una precisione da fare invidia!
I racconti strampalati e ironici di Isaac Bashevis Singer, che si rivela sempre penna acuta ed eccellente. Come lui stesso ha amato raccontare: “Quando sono nato, mia madre chiese alla levatrice: è un maschio o una femmina?” e quella rispose: “E’ uno scrittore”. La raccolta si intitola Gimpel l’idiota, (Adelphi,2026), undici racconti dove l’umano col suo carico di vizi e virtù (più spesso vizi) la fa da padrone, raccontato e guardato, come consuetudine di questo scrittore, con (pungente) compassione. (Simona)
Tra le cose che non ti aspetti di trovare durante una vacanza, un uovo enorme piazzato sul tetto di una casa è sicuramente in cima alla lista. Eppure eccolo lì, a Portlligat, a pochi chilometri da Cadaqués – nella casa che Salvador Dalí si costruì su misura, ed è chiaro fin dal tetto che dentro non troverai niente di convenzionale. Ma è stato quell’uovo, così fuori scala, il vero souvenir dell’estate.
Se Nietzsche fosse un narvalo di Justin Gregg parte da un’ipotesi tanto assurda da avere senso: provare a guardare l’intelligenza senza dare per scontato che quella umana sia il metro di paragone. Attraverso il comportamento di animali molto diversi da noi – narvali, corvi, seppie – l’autore mette in discussione alcune convinzioni molto umane su razionalità, coscienza e presunta superiorità. Con una buona dose di ironia, il libro arriva a una domanda piuttosto scomoda: e se fossimo noi, qualche volta, a non capire fino in fondo quanto siano intelligenti gli altri animali? (Maria)
