Si può girare per Milano (ma scommettiamo, in ogni città) ammirandone i monumenti.
Oppure si può camminare guardando a terra, nelle fessure dell’asfalto, tra le pietre dei marciapiedi, alla ricerca di tutto ciò che non compare nelle guide ma convive con noi ogni giorno, a cui non facciamo caso.
Sono tracce che raccontano secoli di storia, viaggi arrivati da luoghi lontani o conseguenze inattese di gesti compiuti con leggerezza.
Quando si parla di osservare con attenzione o di allargare lo sguardo, in realtà restiamo quasi sempre confinati entro ciò che già conosciamo, il già saputo, e tendiamo a vedere e riconoscere solo quello.
Ma una città è un universo molto più vasto di quanto immaginiamo; ci siamo stupiti di quante cose si possano capire da quella che a noi sembra, per esempio, solo un’erbaccia cresciuta su un muro.
A guidarci in questo percorso è stato uno dei curatori del Museo di Storia Naturale di Milano e c’è da dire, che imparare cose nuove è facile quando chi le racconta è pieno di entusiasmo e passione.
Non possiamo elencarle tutte ma ve ne raccontiamo alcune. Milano a occhi aperti!
RICCI DI MARE IN BUENOS AIRES
Tra le lastre di pietra della Galleria Buenos Aires se si osserva il pavimento ci si accorge che alcune forme non sono semplici venature della roccia, ma resti di animali vissuti milioni di anni fa. Sono fossili di ricci di mare, conservati all’interno delle lastre utilizzate per la pavimentazione. A volte appaiono come disegni circolari, altre come geometrie particolari.
La scoperta più bella è forse questa: non occorre entrare in un museo per incontrare tracce del passato remoto perché lì, in uno dei luoghi più frequentati della città, sotto i passi frettolosi di chi attraversa la galleria ogni giorno, ci possono raccontare storie antichissime.
© Giorgio Bardelli
ABBIAMO UNA PIANTA RARA E NON LO SAPPIAMO
Una delle piante più rare del mondo si nasconde in un luogo che migliaia di persone attraversano ogni anno: il Castello Sforzesco. Per ritrovarla, nel 2011, un gruppo di botanici ha organizzato una vera e propria spedizione scientifica tra le mura e il fossato del castello. L’obiettivo era lo “sparviere milanese”, una pianta osservata lì già nell’Ottocento e poi scomparsa dai radar per decenni. Alla fine, viene ritrovata in un piccolo tratto di muro, dove sopravvive con pochi esemplari. A prima vista sembra una pianta comunissima, indistinguibile da molte altre. E forse è proprio questo il suo fascino: sapere che una specie rarissima può vivere nascosta in pieno centro, confusa tra la vegetazione che quasi nessuno si ferma a osservare.
© Giorgio Bardelli
I PARROCCHETTI SIMPATICI MA…
Nei parchi di Milano è sempre più facile imbattersi nei rumorosi parrocchetti dal collare. Il loro piumaggio verde e l’aspetto esotico li rendono simpatici ma la loro presenza racconta qualcosa di meno spensierato. Questi uccelli non appartengono alla fauna europea: sono arrivati attraverso il commercio di animali da compagnia e si sono diffusi perché alcuni esemplari sono sfuggiti alla cattività o sono stati liberati. Oggi rappresentano un esempio di “specie aliena”, introdotta dall’uomo al di fuori del proprio ambiente naturale cosa che può creare non pochi problemi alle specie locali con cui entrano in competizione. Guardarli tra gli alberi cittadini significa osservare una delle tante tracce lasciate dalle nostre azioni inconsapevoli.
© Giorgio Bardelli
ATTENZIONE AL LANCIO DI NOCI DAI TETTI
Se passando accanto al Museo di Storia Naturale notate sul marciapiede una curiosa concentrazione di gusci di noce rotti, non pensate a uno spuntino disordinato. Potrebbero essere le tracce del lavoro di alcune cornacchie grigie che frequentano i Giardini Pubblici.
Questi uccelli raccolgono le noci dei noci neri americani che hanno dei gusci particolarmente duri e le trasportano fino al tetto del museo, da dove poi le lasciano cadere per riuscire a romperle. Se il risultato non è quello sperato, recuperano la noce e ripetono l’operazione con pazienza. È uno dei tanti esempi di come gli animali che vivono in città abbiano imparato a sfruttare l’ambiente urbano in modi sorprendenti. Ingegnose e testarde, le cornacchie volano sopra le nostre teste e forse è meglio buttarci un occhio, quando si passa sotto il cornicione.
© Giorgio Bardelli
Ci sarebbero ancora un sacco di cose da raccontare. Il fatto sorprendente è che tutto questo avviene sotto i nostri occhi distratti; per fortuna c’è qualcuno che ci aiuta a tenere desta l’attenzione, e che ci invita a essere curiosi! E come diceva un grande fotografo, Gianni Berengo Gardin, quando invitava a documentare la realtà che ci circonda anche sotto casa: “Non c’è bisogno di andare in paesi lontani: le foto non sono migliori se il luogo è esotico. Aprite gli occhi.”
In verità, crediamo valga un po’ per tutto!
Foto in copertina © Giorgio Bardelli
