“Chi è senza speranza non ferma a lungo lo sguardo su nulla, perché gliene manca il coraggio (…) Il miglior modo per piombare nella disperazione è rifiutare ogni tipo di esperienza.”
Flannery O’Connor

Flannery O’Connor
Oggi nella nostra news vogliamo solo condividere un link. Ampi stralci di una lettera apparsa nei giorni scorsi, scritta da un ragazzo ventiduenne che ha avuto lesioni alle gambe ed è stato in grave pericolo di vita in seguito ad un violento atto commesso da ragazzini, in una qualsiasi notte milanese.
Quanto è grande il pezzo di cielo che mi tocca scambiare con loro? Da dove dovrei cominciare? Non lo so, e fortunatamente non sta a me rispondere a queste domande. Ma non posso iniziare a mettere da parte sogni adesso. Mi rifiuto. Per questo metto tutto me stesso in ogni attimo di lavoro, di vita, di guarigione; la mia concentrazione, speranza e forza sono tutte riposte lì, insieme alle paure e i dubbi. Non riesco a scinderli ma so che un lato sarà più forte dell’altro se lo nutro, lo accolgo, lo sprono. Se anche lontanamente è possibile riuscire, perché non io? (…)
Non per rabbia, dolore o vendetta ho recuperato il possibile, così come non per paura o inumana resistenza sono sopravvissuto quella notte, no. Fu qualcosa di strano e diverso, non ricordo quasi nulla ma quando mi svegliai era come se lo sapessi, che volevo vivere, che amavo quel braccio libero che mi era rimasto e la garza bagnata datami da un’OSS per inumidirmi le labbra: avevo voglia di cantare. Senza motivo. Per me, non per altri, non sono nemmeno particolarmente bravo peraltro. Ma sono convinto che quel piccolo, lieve aggancio alla vita vera, mi abbia tenuto qui.
È tutto da leggere e da trattenere per la speranza che porta con sé, per questa indomabile capacità di guardare la realtà anche nella sua forma più crudele ed estrema.
Senza alcuna retorica, quando le parole arrivano da un’esperienza così ferita, terrificante, ma non priva di grazia, da leggere qui.
