“Non è la stampa di gran pregio artistico che io cerco, ma quella che documenta la vita, il costume, la storia del nostro popolo in ogni sua manifestazione.”

Le parole sono di Achille Bertarelli, un signore milanese, nato a metà ‘800, del quale il Castello Sforzesco di Milano conserva una collezione che negli anni si è arricchita di un milione di opere, tra incisioni, stampe artistiche e grafiche.

Mentre i collezionisti del suo tempo si contendevano incisioni di pregio per chiuderle in caveau privati, Achille Bertarelli setacciava con curiosità e passione mercatini e botteghe alla ricerca di “carta straccia”. Per lui, un biglietto ferroviario o un manifesto pubblicitario avevano lo stesso valore storico di un’opera d’arte: erano frammenti vivi di realtà. Tutto gli interessava perché la storia passava anche da quello che gli altri avrebbero buttato via, considerato inutile o poco degno di attenzione. La sua aspirazione era creare raccolte organiche e ricche di materiali dal grande valore documentario in campi specifici, privilegiando testimonianze d’epoca meno note e più rare, proprio perché di natura effimera. Per questo ha donato alla fine la sua immensa collezione a Milano: non voleva che rimanesse un semplice insieme di fogli, ma che diventasse un vero archivio iconografico, dove ogni immagine — anche la più semplice e umile — potesse raccontare un fatto, un’usanza, un personaggio, una tradizione, insomma la vita reale. E chissà quanto di quell’immaginario, anche inconsciamente, abbiamo nel nostro DNA!

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Da un po’ di tempo, grazie al lavoro prezioso e attento della curatrice, Marta Sironi, alcune di queste immagini vengono raccolte, come in uno scrigno, in una piccola sala del primo cortile del Castello. La mostra che si può visitare gratuitamente fino al 22 marzo, ha a tema L’Italia sulla neve, che nel clima olimpionico di questi giorni, trova perfettamente posto.
Tra tutti i manifesti esposti, tra località montane turistiche, cataloghi di abbigliamento invernale, pubblicità, copertine di giornali, una vetrina in particolare cattura. Quella dedicata agli Ephemera, che sono stampe prodotte per un uso occasionale o temporaneo e che spaziano dal menù delle cene della Federazione Italiana Sci, alle tessere della Società pattinatori di Milano, fino ai bolli chiudilettera o ai calendarietti da borsa per signora, o le figurine Liebig per l’infanzia. Colpisce la cura per il dettaglio e la bellezza ricercata anche nel più piccolo oggetto, per l’armonia di colori, grafiche e estetica che l’immaginario di quegli anni trasmette, per oggetti appunto effimeri, destinati a essere buttati. Eppure, se ci pensiamo, quel conservare ricordi e memorie di un viaggio, di un evento rientra nell’esigenza ancora così attuale di fermare attimi e ricordi. Una curiosità, il sig. Bertarelli, oltre a tutto ciò, ha fondato con suo fratello, nel 1894, quello che oggi è il Touring Club Italiano.